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I vostri bambini impazziscono per Harry Potter, maghi e streghette? Voi frequentate da anni le coste liguri e vi siete sempre chiesti come fosse l'entroterra senza mai avventurarvisi? Andate a Triora, paesino medievale in provincia di Imperia, arroccato sulle colline della Valle Argentina, che gode di una fosca fama di borgo stregato. La storia narra, infatti, di un processo per stregoneria, alla fine del Cinquecento, terminato con il rogo di alcune donne del paese. Siamo nel 1587, anno di fame e carestia per Triora, borgo afflitto da influssi malefici: la loro origine è un gruppo di donne di dubbia fama che si riunisce in un vecchio casolare, la Cabotina, per provocare sortilegi e delitti. Come infanticidi, avvelenamenti, accoppiamenti con il diavolo, inacidimento del latte materno e molto altro. Ma la faccenda non dura a lungo: inizia un doloroso processo lungo due anni e arrivano persino gli Inquisitori che, sembra, si lasciarono dietro una scia di sangue con trenta donne condannate al rogo. In realtà, di questo non ci sono testimonianze dirette, ma è certo che alcune delle processate non sopportarono le torture e altre morirono nelle prigioni di Genova.

Il passato di magia e sortilegi di Triora rivive nel Museo Etnografico e della Stregoneria: nelle antiche prigioni quattro sale sono dedicate al famoso processo: in una è stato costruito l'antro della strega, con gatto nero impagliato, pentolone sul fuoco, strega sogghignante e una seconda "malefica" pronta per essere torturata al cavalletto. Nelle altre, gli atti del processo e riproduzioni di documenti che narrano di supplizi tremendi e interrogatori spietati.

Nel museo è stato anche ricostruito l'ambiente agricolo della zona, con i vari cicli di vita quotidiani con gli attrezzi utilizzati dai contadini, dai mulattieri, dai falegnami, dai panettieri. Una sala è dedicata al ciclo del castagno, per anni unica fonte di sostentamento per intere famiglie. In un'altra è ricostruita una cucina con il focolare e l'essicatoio. Un locale ricostruisce il processo di lavorazione del latte e dei prodotti ovini, mentre in cantina botti, tini e fiaschi riportano alla viticoltura. Non manca il fornaio, con forno e pane da cuocere, il falegname con gli attrezzi e il muratore con il compasso. In una sala sono esposti i principali esemplari faunistici della valle e in un'altra sono in mostra alcuni oggetti appartenuti a Luigia Margherita Brassetti, benefattrice cagliaritana vissuta a Triora fino al 1926. Le più importanti scoperte archeologiche della zona rivivono con diversi reperti in mostra, mentre in una grande sala dedicata all'arte e all'artigianato vi sono statuette lignee e teste da processione del quindicesimo secolo insieme a una raccolta dei verbali della Repubblica Ligure del periodo napoleonico. La visita si chiude con il giardino con piante aromatiche e medicinali.  Museo Etnografico e della Stregoneria, tel. 0184.944.77.

Triora è una meta anche per i piccoli fans di Asterix, il forzuto Gallo dei fumetti, e dell'amico Obelix che porta sulla schiena una grossa pietra: è un menhir, un masso-altare di cui si conserva un esemplare nei dintorni del borgo ligure. Lo trovate percorrendo, per circa 15 chilometri, la strada provinciale che da Molini di Triora conduce a Rezzo; poi, da Passo Teglia (1.387 metri) si prende la Via Marenca che porta al Passo della Mezzaluna. Il menhir si trova vicino a una depressione del terreno nel punto più illuminato dal sole prima del tramonto. I menhir sono megaliti costituiti da pietre di varie dimensioni infisse nel terreno e spesso decorate con motivi simbolici. Sono isolati o in gruppo, in file parallele o a formare figure geometriche. Soprattutto di epoca neolitica, i menhir furono realizzati fino al Medioevo. Affascinanti le ipotesi sulla loro origine: c'è chi sostiene che fossero simboli di idoli dell'età della pietra, chi invece attribuisce loro una funzione funeraria. Ma la tesi affascinante è quella fantascientifica che vede nelle statue-stele la rappresentazione di creature extraterrestri apparse anticamente a popoli diversi e molto lontani tra loro.

Come andare

Con l'autostrada A/10; uscite al casello di Arma di Taggia (Sanremo Est) e imboccate per poco la ss 1 Aurelia direzione Imperia. Troverete le indicazioni per Taggia, Badalucco e Molini, i maggiori paesi da oltrepassare prima di raggiungere Triora.

Dove mangiare

A Badalucco, paese medievale tutto da vedere con molte antiche case dai muri dipinti con murales, c'è il Canon d'Oro (via G. B. Boeri, 22, tel. 0184.408.006), trattoria dall'atmosfera ferma agli anni Cinquanta. Nella sala ristorante al piano superiore si mangia lo stoccafisso alla badalucchese, le frittelle di fagioli, i ravioli di magro, coniglio, capretto e cinghiale, focaccia dolce.

Dove dormire

L'Antico Albergo Santo Spirito (piazza Roma, 23 - Molini di Triora, tel. 0184.940.19) nasce nel 1897. E' un due stelle con camere accoglienti e con un buon ristorante che propone piatti liguri a base di funghi, cinghiale e lumache.

Altro su: "Triora (Imperia)"

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